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Cosmi vegetali, fungini, animali e minerali si dischiudono ai nostri occhi. Forme frattali si richiamano a vicenda dal micro al macrocosmo. Microcosmos è un progetto fotosonico in 4 atti, attraverso le immagini di Fabio Costantino Macis – dalle lenti di un microscopio su esseri vivi e sulla natura – e le composizioni musicali di Cristoforo Magi, create dalla trasduzione delle immagini in partiture. L’anteprima della mostra è stata presentata il 19 Luglio 2026 a Vallefoglia (PU), in occasione del decennale di Incognita, centro transdisciplinare fondato nel 2016 da Gianluca Magi e Franco Battiato.

Nella più piccola porzione di un tutto la sua riconoscibilità si riduce. Senza riferimenti distinguibili svanisce la forma, eppure certi luoghi comunicano senza che strutture familiari ci prendano per mano.
Quanto è sgombro il nostro orizzonte per coglierne sfumature e sottotesti?

L’astratto irrompe, la mente ne subisce l’incantesimo adoperandolo come veicolo per la proiezione di immagini secondarie e significati.
Mera illusione? Per prenderne atto occorre passarci attraverso.
Cio che vediamo ci rivela.
Ci ritroviamo cosi a farci trasportare dall’attrazione delle forme attraverso mappe epiteliali, labirinti di luce, sgargianti cattedrali floreali, abissi indecifrabili, miniature di galassie e vulcani.  

Quanto muta il nostro punto di vista in base alla distanza fra noi e ciò che osserviamo? Come si comportano nel microcosmo le leggi del macrocosmo?
Quanto influenziamo ciò che osserviamo con l’osservazione stessa?
Dove siamo, adesso, mentre osserviamo?  

Cosmi vegetali, fungini, animali e minerali si dischiudono ai nostri occhi. Forme frattali si richiamano a vicenda dal micro al macrocosmo. Microcosmos è un progetto fotosonico in 4 atti, attraverso le immagini di Fabio Costantino Macis – dalle lenti di un microscopio su esseri vivi e sulla natura – e le composizioni musicali di Cristoforo Magi, create dalla trasduzione delle immagini in partiture. L’anteprima della mostra è stata presentata il 19 Luglio 2026 a Vallefoglia (PU), in occasione del decennale di Incognita, centro transdisciplinare fondato nel 2016 da Gianluca Magi e Franco Battiato.

 

Nella più piccola porzione di un tutto la sua riconoscibilità si riduce. Senza riferimenti distinguibili svanisce la forma, eppure certi luoghi comunicano senza che strutture familiari ci prendano per mano.
Quanto è sgombro il nostro orizzonte per coglierne sfumature e sottotesti? L’astratto irrompe, la mente ne subisce l’incantesimo adoperandolo come veicolo per la proiezione di immagini secondarie e significati.
Mera illusione? Per prenderne atto occorre passarci attraverso.
Cio che vediamo ci rivela.

 

Ci ritroviamo cosi a farci trasportare dall’attrazione delle forme attraverso mappe epiteliali, labirinti di luce, sgargianti cattedrali floreali, abissi indecifrabili, miniature di galassie e vulcani.

 

Quanto muta il nostro punto di vista in base alla distanza fra noi e ciò che osserviamo? Come si comportano nel microcosmo le leggi del macrocosmo?
Quanto influenziamo ciò che osserviamo con l’osservazione stessa?
Dove siamo, adesso, mentre osserviamo?

 

Il video sottostante non è un morphing fotografico, né un video generato con IA.
Riprese e montaggio: Fabio Costantino Macis \ Musiche: Cristoforo Magi

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La prima tappa di Microcosmos, Mostra fotosonica di Fabio Costantino Macis e Cristoforo Magi in 4 atti con l’allestimento dell’architetto Yoko Tashua, è avvenuta il 19 luglio a Vallefoglia per il decennale di Incognita, centro transdisciplinare fondato nel 2016 da Gianluca Magi e Franco Battiato. Le 27 opere in mostra, ottenute attraverso degli obiettivi da microscopio, sono state trasdotte in musica da Cristoforo Magi ottenendo 4 partiture musicali, una per ogni sezione della mostra.

La prima tappa di Microcosmos. mostra fotosonica di Fabio Costantino Macis e Cristoforo Magi in 4 atti con l’allestimento dell’architetto Yoko Tashua, è avvenuta il 19 luglio a Vallefoglia per il decennale di Incognita, centro transdisciplinare fondato nel 2016 da Gianluca Magi e Franco Battiato. Le 27 opere in mostra, ottenute attraverso degli obiettivi da microscopio, sono state trasdotte in musica da Cristoforo Magi ottenendo 4 partiture musicali, una per ogni sezione della mostra.

Video della mostra fotosonica a Vallefoglia

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Al Centro
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Inner space
150×100 cm
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Chi sono
40×26 cm
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Tzimtzum
70×46 cm
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Coeso
30×20 cm
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Grazia
40×26 cm
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Infiniti mondi
30×20 cm
Realtà cangianti
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Distratti dall'inessenziale
100×150 cm
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Il languore della volpe
30×20 cm
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Uovo cosmico
20×30 cm
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Come massi da altissimi mondi in rovina
40×26 cm
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Torsioni
30×20 cm
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Golgota
40×26 cm
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Ascesa
70×46 cm
Geometrie armoniche
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Lingua di fuoco
150×100 cm
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Lingua di fuoco II
40×26 cm
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Parete vegetale
30×20 cm
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Lingam
70×46 cm
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Ponte d'oro
30×20 cm
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Lingam II
40×26 cm
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Embrione solare
30×20 cm
Places to get lost
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Yin yang
150×100 cm
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Ab ovo II
40×26 cm
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Aurora
30×20 cm
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Ab ovo I
70×46 cm
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Sublimazione
30×20 cm
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Sublimazione II
40×26 cm
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Where I end and you begin
30×20 cm
Le stampe

Ad ogni stampa fotografica è associato un certificato di autenticità su carta Rembrandt vergata da 300gr il quale, oltre all’autenticità dell’opera stessa, certifica l’utilizzo di tecnologie fine-art inkjet Canon Giclée con pigmenti minerali altamente resistenti alla luce e all’umidità. su carta cotone pregiata Canson® Infinity ARCHES 88, utilizzata per esposizioni museali in tutto il mondo. La stampa e il montaggio su DIBOND in alluminio sono stati eseguiti dal laboratorio Blow-up di Rimini.
Per ulteriori informazioni: CONTATTI

Ad ogni stampa fotografica è associato un certificato di autenticità su carta Rembrandt vergata da 300gr il quale, oltre all’autenticità dell’opera stessa, certifica l’utilizzo di tecnologie fine-art inkjet Canon Giclée con pigmenti minerali altamente resistenti alla luce e all’umidità. su carta cotone pregiata Canson® Infinity ARCHES 88, utilizzata per esposizioni museali in tutto il mondo. La stampa e il montaggio su DIBOND in alluminio sono stati eseguiti dal laboratorio Blow-up di Rimini.
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