Un viaggio attraverso le lenti di un microscopio sulla natura circostante, su esseri vivi.
Cosmi vegetali, fungini, animali e minerali si dischiudono ai nostri occhi. Forme frattali si richiamano a vicenda dal micro al macrocosmo.
Nella più piccola porzione di un tutto la sua riconoscibilità si riduce. Senza riferimenti distinguibili svanisce la forma, eppure certi luoghi comunicano senza che strutture familiari ci prendano per mano.
Quanto è sgombro il nostro orizzonte per coglierne sfumature e sottotesti?
L’astratto irrompe, la mente ne subisce l’incantesimo adoperandolo come veicolo per la proiezione di immagini secondarie e significati.
Mera illusione? Per prenderne atto occorre passarci attraverso.
Cio che vediamo ci rivela.
Ci ritroviamo cosi a farci trasportare dall’attrazione delle forme attraverso mappe epiteliali, labirinti di luce, sgargianti cattedrali floreali, abissi indecifrabili, miniature di galassie e vulcani.
Quanto muta il nostro punto di vista in base alla distanza fra noi e ciò che osserviamo? Come si comportano nel microcosmo le leggi del macrocosmo?
Quanto influenziamo ciò che osserviamo con l’osservazione stessa?
Dove siamo, adesso, mentre osserviamo?





























